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come cucinare la tartare di fassona piemontese

come preparare una tartare buona come quella del ristorante

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Molte persone sono un pò scettiche nel preparare la tartare di fassona piemontese a casa, preferiscono andarla a mangiarla al ristorante.

Perchè si tratta di carne cruda. Ma vediamo come preparare una tartare di fassona buona come quella del ristorante

Ma in realtà non è così difficile da preparare a casa e prepararla buona come quella del ristorante.

Sono 5 i passaggi fondamentali per preparare una tartare di fassona buona come quella del ristorante:

1. compare carne di qualità. Andate dal vostro macellaio di fiducia che vi sceglierà il taglio perfetto per la vostra ricetta. Questa và tagliata al coltello e serve una carne molto magra, tenera e priva di nervi, come lo scamone, la noce o il codone.

2. Congelare la carne per 15 minuti nel freezer. Questo permetterà alla carne di diventare più compatta e quindi più semplice da lavorare. Mettete in freezer anche tutto ciò che state utilizzando per prepararla, ciotole e piatti compresi, perchè la tartare tiepida non piace a nessuno.

3. Tagliate la carne con il coltello più affilato che avete in fettine molto sottili. Poi tagliate dei cubetti in diagonale. per ottenere cubetti di 3 mm.

4. Ora è il momento di condirla. Solitamente la ricetta standard include prezzemolo capperi e scalogno. Per rendere la tartare più croccante, fate soffriggere lo scalogno, mentre per una consistenza più cremosa provate con del formaggio.

5. Accompagnate la vostra tartare con delle fettine di baguette tostata, da usare al posto della forchetta e anche dei cetriolini o cipolline sott’aceto. Molti mettono un uovo, questo aggiunge ricchezza e consistenza al gusto della carne. 

Le caratteristiche della carne di Fassona piemontese.

La tartare di fassona Piemontese si può mangiare cruda, perchè è particolarmente povera di grasso, con una scarsa presenza di tessuto connettivo tra le fibre muscolari, che la rende particolarmente tenera alla masticazione. 

Questa caratteristica deriva, oltre che da un elemento genetico, da una crescita controllata. Una crescita che non rispetti i ritmi naturali porta, infatti, ad un incremento eccessivo dei connettivi con conseguente indurimento della carne. Il colore rosso della carne, tipico dei bovini destinati alla produzione di carne, è dovuto soprattutto al suo contenuto in ferro e a significative quantità di composti antiossidanti in gran parte collegati alla Vitamina E. 

Quindi oltre che buona è povera di grassi, molto magra e ha una bassa incidenza sul colesterolo, quindi viene scelta da chi ricerca un’alimentazione sana e dai tratti bilanciati.

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